Wednesday, January 2, 2008

Prendersi il proprio tempo


Come non provare amore immediato per un fotografo che oggi lavora con pellicola a lastre andando in giro per zone di guerra (e altro) con una folding 4x5?
Simon Norfolk, in poche parole.
Il resto lasciamolo dire a lui in un’intervista di un anno fa (leggete, leggete), oppure ascoltandolo qui.

How can someone not feel immediate love for a photographer working with sheet film these days while wandering around war zones (and more) with a folding 4x5?
Short, Simon Norfolk.
Let’s leave the rest to him in this interview of a year ago (read, read), or listen to him here.

4 comments:

Sandro Iovine said...

E perché, invece, non provare amore per la sua visione, per il suo modo di raccontare?
L'uso dei mezzi non credo sia da amare, mi sembra solo funzionale all'ottenimento di un determinato risultato comunicativo... Certo mi interessa la speculazione che spinge a selezionare uno strumento tra altri, ma, mi spiace, non riesco proprio a perdere il controllo delle mie passioni per questo. Delle immagini invece posso innamorarmi, indipendentemente dal medium impiegato per realizzarle...

hippolyte said...

L'amore per la sua visione era implicito nella dichiarazione 'provocatoria' fatta sui mezzi che usa. Difficile resistere alla tentazione di vedere come un tutto l'ambiente, l'incarico lavorativo e il mezzo con cui Norfolk lavora, proprio perchè siamo così abituati a vedere quella situazione come qualcosa che non permette di pensare più di tanto, proprio perchè qualcuno che 'prenda il proprio tempo' in quelle situazioni merita un'attenzione diversa.
Poi ci sono le immagini di Norfolk, che tutto questo lo riconfermano pienamente, poi c'è la sua intervista a cui si è accennato, che lo descrive meglio di come lo possiamo fare noi.

Sandro Iovine said...

Non vorrei che il mio commento fosse stato interpretato come una critica generalizzata. Apprezzo molto il lavoro che c'è dietro questo blog, non foss'altro perché sono cosciente dello sfrozo che richiede. Proprio per questo mi sono permesso una puntualizzazione su una frase accogliendone proprio il senso provocatorio. Purtroppo l'esperienza professioanle mi ha insegnato che certe provocazioni sono più spesso accolte nel loro senso primario apparente e non per quel che veramente vorrebbero dire.

hippolyte said...

ben vengano le reazioni alle 'provocazioni', occasione in più per scambiarsi idee!
complimenti anche a te per il tuo lavoro.