Tuesday, June 10, 2008

Un'intervista

© Alessandra Sanguinetti

Idee in Bianco & Nero
ha realizzato una breve intervista con Alessandra Sanguinetti, una buona occasione per tornare su una fotografa che non si è vista molto sulle nostre ‘pagine’.

Idee in Bianco & Nero just posted a short interview with Alessandra Sanguinetti (scroll down for the English version), a good chance to take a look at the work of a photographer rarely mentioned in our ‘columns'.

5 comments:

Mauro Giudici said...

Mi scuso ma questa la devo lasciare in italiano. Normalmente apprezzo molto il tuo lavoro. Questa volta pero' mi devo lamentare. Le foto della Sanguinetti, gia apparse parecchio tempo fa su flakphoto
sono bellisime. Tuttavia non capisco perche tu abbia scelto la foto di uno sfigato (sul senso di sfigato e' inutile che ti rimandi alla storia sociale della fotografia di Gilardi) che mi pare un po' fuorviante.

hippolyte said...

Interessante, ho scelto quella foto con un dubbio, volevo sceglierne una del lavoro della Palestina proprio perchè mi interessava la visione della Sanguinetti applicata a una realtà così visivamente 'preparata' e indirizzata dai media come può esserlo una zona di conflitto. La foto che ho scelto era proprio al limite, nel senso che il soggetto era proprio il tipico 'trofeo' fotografico, ma ci sentivo un qualcosa in più che forse permetteva di guardarla non pensando continuamente alla sua provenienza. Il dubbio mi era un po' rimasto, anche se la trovo un bel ritratto, la tua reazione in realtà non mi ha sorpreso del tutto.
Bene così, in genere i lamenti e le proteste vengono per opposte ragioni, più la fotografia perde l'intoccabilità e più, personalmente, sono contento!
Mi fa piacere avere lettori che mostrano questo tipo di 'intransigenza'!

P.S.Complimenti per il blog che hai iniziato.

Anonymous said...

Guardo la foto, non conosco questo lavoro della Sanguinetti, altri si. La guardo e vedo un ritratto, dov'è il trofeo?
marco

hippolyte said...

Per 'trofeo' intendevo l'immagine che racchiude e 'ingabbia', l'icona che conferma lo stereotipo, quella che spesso è stata definita la fotografia che da risposte invece di fare domande. Ma ripeto che l'immagine in questione ha secondo me una sua forza che va al di là di riconfermarci in quello che già pensiamo di sapere su una data realtà sociale.

marco said...

Ho scritto la domanda citando il tuo trofeo, ma in realtà pensavo a Mauro e alle sue affermazioni, dovuta una maggior chiarezza. In questa immagine non c'è nulla che faccia pensare ad uno sfigato, nemmeno nel senso gilardiano del termine. C'è un viso che guarda in macchina, il vestito non ha tracce di povertà, ne quello del ragazzo, ne quello dell'adulto, il paesaggio non da nessuna informazione sulla condizione sociale. E' il contesto del servizio fotografico a dare il senso a quell'immagine? ma qui non c'è quel servizio...La fotografia non é solo uno scatto, nasce prima ancora dai modi del pensare.
Per cui, d'accordo con la tua ultima frase.
marco